Verso la fine della seconda guerra mondiale, con i soldati americani sbarca in Italia la Coca Cola, boicottata durante il regime fascista che, dopo l'invasione dell'Etiopia, ha eliminato dal territorio italiano tutti i prodotti stranieri.
Gli Italiani si appassionano con entusiasmo per tutto ciò che è americano e la famosa bevanda diventa uno dei simboli della nuova vita dopo le atrocità della guerra: da oltre oceano cominciano ad arrivare le macchine per gli impianti di imbottigliamento che si diffondono in tutta la penisola.
Dato il successo, la Coca Cola pensa di entrare anche nei luoghi di lavoro, installando le prime ghiacciaie e puntando poi sui distributori automatici. Nel 1953 giungono a Milano i primi 10 distributori di bottiglie, suscitando la curiosità dei più intraprendenti imprenditori locali.
Coca Cola fa realizzare da Goffredo Tremolada la "Saer", il primo prototipo di distributore automatico "made in Italy", mentre per la gettoniera si rivolge ad Augusto Cavalleri dell'Ismea.
Presto nei luoghi di lavoro si avverte la necessità di poter consumare, attraverso la distribuzione automatica, bevande calde e brioches tipiche del bar.
Alcune imprese milanesi decidono di rispondere a questo bisogno e la Velo Bianchi, conosciuta per le sue biciclette, importa dagli Usa dei distributori di solubili da proporre con il Nescafè, caffè solubile della Nestlè. Mentre i distributori automatici fanno la loro comparsa alla Fiera Campionaria di Milano nel 1962, si pensa ad una macchina che permetta di proporre ai clienti la bevanda in assoluto più amata e sorseggiata dagli Italiani: il caffè espresso.
La Canteen Italiana è la prima impresa che diffonde i distributori di caffè espresso nel milanese, ma è Carlo Ernesto Valente, gran patron della Faema, ad avviare definitivamente nel 1963 questo mercato, con la creazione della macchina rossa denominata E61.
In quell'anno il prezzo di una somministrazione è di 50 lire, mentre un caffè al bar ne costa 40. I risultati ottenuti da Faema provocano la nascita di molte gestioni indipendenti in un periodo di grande crescita economica per l'Italia; nomi nuovi o già affermati si propongono come costruttori di distributori di caffè espresso, apprezzato dalle persone sempre più disponibili verso il consumo di beni non primari.
Nel 1968 Valente lancia la "liofaemina", una macchina per i liofilizzati, mentre la Fas produce a Schio il primo modello di distributore per snack. Molti imprenditori privi di scrupoli credono di potersi arricchire attraverso la distribuzione automatica senza impegni di tempo e con un capitale minimo, in realtà la gestione di distributori automatici risulta essere complessa e comporta problematiche spesso difficili da risolvere.
Nello stesso anno nasce l'ANIDA, che raggruppa le più importanti imprese di gestione di distributori automatici e nel 1969 viene creata l'ANIE, che raccoglie invece i costruttori delle macchine. Sono questi gli anni della contestazione e anche il settore della distribuzione si trova alle prese con i problemi di natura sindacale e con la questione dell'aumento del prezzo delle consumazioni, dopo che il bar ha già recuperato ampiamente lo scarto iniziale.
Nel 1970 il sindacato esprime un secco rifiuto verso l'aumento dei prezzi dei servizi giudicati "sociali" e il caffè in fabbrica è uno di questi.
Poiché le monetine da 5 e 10 lire non sono adatte ai distributori automatici, la Faema propone di incrementare il prezzo del caffè aggiungendo un gettone alle consuete 50 lire. A fronte della richiesta dell'aumento dei prezzi, l'offerta dei gestori diventa più completa: oltre al caffè espresso è così possibile sorseggiare cappuccino, cioccolata ed altre bevande calde grazie agli apparecchi di Rhea, Zanussi Ducale e Velo Bianchi che hanno avuto un grande successo, nonostante la presenza di alcune imperfezioni.
Alla Faema, intanto, si sostituisce la Imd-Zanussi come azienda leader della distribuzione. Negli anni '70 si afferma definitivamente il gettone, quale solutore del problema delle monete e dell'aumento dei prezzi. Sono anni difficili: prima la crisi petrolifera crea un profondo disagio, poi le avversità climatiche in Brasile influiscono sulla produzione di caffè, facendo impennare fortemente il prezzo dell'ingrediente principale della distribuzione automatica.
I costruttori cercano di diffondere i loro apparecchi sui mercati europei, incontrando difficoltà soprattutto a causa delle diverse abitudini alimentari, ma, per uscire dalla crisi è necessario unire le forze di tutti i protagonisti del settore: costruttori, produttori di prodotti e gestori.
Nel 1979, a Genova, viene allestita la prima specifica mostra italiana della distribuzione automatica: MIDA, occasione sia per presentare nuovi prodotti che per discutere dei problemi del settore. La Zanussi presenta il nuovo distributore automatico, battezzato C700. Alla fiera di Milano del 1984, Rhea Vendors e Zanussi introducono l'elettronica come componente del futuro della distribuzione automatica e l'anno successivo si realizzano le schede pre-pagate della Sida, a cui seguiranno nel 1986 le chiavi della svizzera Microtronic e dell'italiana COGES.
È questa la strada su cui prosegue il settore, nonostante le difficoltà dei gestori e dei loro tecnici abituati a lavorare con macchine meccaniche. Nel 1986 nasce la Saeco, che riscuote successi sulle piccole utenze, mentre il primato nel mercato dell'espresso è mantenuto da Zanussi. Nel 1989 entra nel settore della distribuzione automatica anche Lavazza, lanciando apparecchi sia sul mercato nazionale che su quello europeo. Negli ultimi anni, la distribuzione automatica ha osservato con soddisfazione i traguardi raggiunti ed ora si presta a guardare con ottimismo al futuro. Dagli esordi tanta strada e stata fatta la qualità e affidabilità della nuova generazione di distributori ha raggiunto ottimi livelli.